Giro d’Italia 2026, Paul Magnier manca un’altra importante occasione: “Sapevamo che nella fuga c’erano corridori forti, ma non ci aspettavamo potessero andare così”
Paul Magnier deve accontentarsi del quinto posto nella quindicesima tappa del Giro d’Italia 2026. Il corridore della Soudal Quick-Step è riuscito a vincere la volata del gruppo inseguitore, chiudendo così in quinta posizione la frazione odierna. I quattro fuggitivi di giornata sono riusciti a resistere al ritorno del gruppo e si sono giocati il successo in volata, andato al norvegese Fredrik Dversnes Lavik (Uno-X Mobility), davanti a Mirco Maestri (Team Polti – VisitMalta) e Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber). Un’altra importante occasione persa per il francese, che aveva già dovuto rimandare l’appuntamento con la vittoria dopo l’occasione sfumata nella dodicesima tappa. Il classe 2003 indossa attualmente la Maglia Ciclamino, ma Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG) si sta avvicinando sensibilmente e, con le difficoltà della terza settimana, potrebbe anche riuscire a superarlo.
“Credo che sia difficile dire adesso che cosa sia andato storto. Sicuramente sapevamo che nella fuga ci fossero corridori forti, ma non ci aspettavamo potessero andare così forte sul circuito finale. Ogni velocista ha usato tutti i suoi compagni per ricucire, ma in realtà non l’abbiamo mai ripresa, a dire la verità. Quindi è sorprendente e penso che non voglio reagire adesso. Voglio prendermi il mio tempo, analizzare un po’ la gara e vedere come abbiamo perso la corsa”, ha dichiarato il francese ai giornalisti presenti, tra cui i nostri, alla fine della tappa.
Il classe 2004 era ancora sorpreso per l’impresa dei fuggitivi: “Preferisco prima dare un’occhiata. Ma voglio dire, siamo andati fortissimo. Già a 60 chilometri dall’arrivo mi sono detto che sarebbe stata molto dura. A 40 chilometri dall’arrivo mi sentivo già non al limite, ma era comunque dura. Quindi è davvero sorprendente che siano riusciti ad andare così forte”.
Anche la sua squadra non è stata al sicuro da qualche problema. “Abbiamo perso molti corridori per problemi meccanici. Il circuito finale era davvero insidioso con questo pavé e i passaggi a livello. Era anche un po’ pericoloso. Per questo abbiamo chiesto di tenere fuori gli uomini di classifica nell’ultimo giro, ma è andato tutto a una velocità folle. Quando non sei più pesante di 75 chili è abbastanza difficile. Ho provato stare con i miei compagni il più a lungo possibile, ma devo dire che già in posizione quindicesima/ventesima dovevi fare uno sprint dopo ogni curva. Quindi quando i miei compagni sono andati davanti erano già al limite. Per loro era difficile ricucire – ha spiegato il 22enne che poi ha proseguito spiegando il significato di “pericoloso” – Intendo che quando vai sui passaggi a livello o sul pavé a 60 km/h puoi forare, ci sono molte cose che possono succedere. Ed era un po’ pericoloso anche per le transenne ovunque attorno al circuito. Ma preferisco prima analizzare e poi avere una reazione”.
Senza la vittoria di oggi Narvaez si sta ancora più avvicinando alla Maglia Ciclamino e Magnier ne è consapevole. “Ora devo dire che lui ha un bel vantaggio perché va molto meglio in salita di me e sappiamo tutti che la terza settimana è piuttosto dura con le salite. Mi aspettavo di prendere un po’ più punti oggi, ma alla fine non è successo. Quindi adesso il prossimo grande obiettivo è Roma e da qui a Roma la cosa più importante sarà recuperare. Proverò tenere la maglia, ma penso che anche Narváez ora ci stia puntando, lo abbiamo visto allo sprint intermedio e anche nel finale era lì. Quindi dovrò valutare la situazione”, ha concluso.
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